PRIMARIES 2020: Bernie ‘Till I Die

Norberto Cristofori

A cura di Norberto Cristofori

Bernie Sanders si è ritirato dalla corsa.
Fine dei giochi.

Al momento giusto ha lasciato a Biden il compito di battere Trump. Il momento storico e sociale lo imponeva. Il virus aveva bloccato la macchina delle primarie e il voto “via posta” (o con altri metodi) non avrebbe dato lo stesso segnale di sostegno ad un candidato come il voto tradizionale.

Il titolo Bernie ‘Till I Die è un omaggio che sento di fare a questa persona e soprattutto alla sua figura politica. Copiato da una serie tv su Netflix che tratta i retroscena, le vicende e la passione di una squadra inglese in un territorio forgiato dalla working class, ha molte caratteristiche della campagna elettorale fatta da Sanders.

Passione, entusiasmo e Us.

L’ultima, che richiama lo slogan della campagna, “Not Me, Us”, è il simbolo di una carriera che ha visto la politica come qualcosa più interessata alla lotta che al premio. Sanders ha capito che il vero potere politico passa attraverso l’organizzazione della working class e la costruzione di un movimento dal basso. Ecco perché ha passato gli ultimi cinque anni a costruire non solo una campagna, ma una rivoluzione politica.

Medicare for All, Green New Deal, la crescita di diversi sindacati più a sinistra come quello delle Infermiere o quello dei lavoratori nelle Poste, la diffusione di una nuova legge sul salario di un minimo di 15 dollari, la lotta contro le grandi multinazionali (come McDonald’s, Walmart, ecc), l’eliminazione del debito studentesco e pure l’accesso gratuito all’università.

Tutti idee che non verranno abbandonate.

Il merito di Bernie Sanders, come detto prima, è di aver pensato a costruire prima un movimento e poi essere il leader. Cosa che non è per nulla di consuetudine negli Stati Uniti dove le candidature sono da “one man show” e finito il tempo del loro ruolo politico, decade tutto.

La rivoluzione culturale di Sanders invece ha molte eredità: Ilhan Omar, Rashida Tlaib e soprattutto Alexandria Ocasio-Cortez.

Tutte donne, tutte facenti parte di una minoranza etnica e soprattutto tutte con un’idea di sinistra ben lontana da quello che sono i Democratici americani.

Certamente è una rivoluzione difficile da fare per come è costituita la società americana. Piena di pregiudizi, nemica dell’intervento dello stato nella sfera del singolo, arretrata e contraria ai cambiamenti in molte zone del paese.

Ma le nuove generazioni, quelle dai Millenials alla Z, hanno chiesto un cambiamento. Dove la comunità e lo stato si facciano carico dei problemi sociali che attraversano gli Stati Uniti, dove le discriminazioni per genere, etnia, orientamento sessuale cessino immediatamente e dove il capitale non sia l’unica bussola a guidare l’economia.

“Non me, ma noi

Ma nel cuore le idee di Bernie ‘Till I Die.


Le dichiarazioni e le opinioni espresse nell’articolo sulle pagine di questo Sito sono quelle dell’autore e non (necessariamente) quelle del Team Editoriale, dello Staff o di The New Global Order.

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